?

Log in

fiorediloto

[Sherlock Holmes] Nastro di porpora, spicchio di melagrana (fem!Holmes/fem!Watson)

« previous entry | next entry »
Dec. 22nd, 2010 | 04:55 pm
mood: creativecreative

Titolo: Nastro di porpora, spicchio di melagrana
Fandom: Sherlock Holmes
Pairing: fem!Holmes/fem!Watson
Rating: NC-17
Conteggio parole: 3.959 (W)
Scritta per: P0rn Fest #4, prompt agendina di pelle.

Sharlene Holmes chiuse gli occhi, la pipa stretta mollemente tra indice e pollice della mano destra e il braccio steso oltre il bracciolo della poltrona, immersa in una nube di fumo come un idolo orientale nell’incenso. La vestaglia, anch’essa di un deprimente color fumo, ma chi può sapere se per disegno del tintore o per consunzione, le cascava sulla camicia da notte come un misero sacco, avvolgendosi in tutte le pieghe più sbagliate, macchiata di tabacco sul davanti e con più d’una cucitura sfilacciata.

Avevo rinunciato da tempo a rimproverarla sull’argomento, giacché non ne avevo mai ricavato che un risolino di scherno, sarcastico e derisorio e simile al gorgheggio pittoresco e crudele di un uccello tropicale. Col tempo, benché non l’approvassi, mi ero rassegnata all’oltraggio che quello straccio indecoroso compiva giorno per giorno sulle fattezze della mia amica, infagottandole in una massa di stoffa informe e triste. Ne traevo, tuttavia, qualche piccolo piacere. Era sorprendentemente bello, per esempio, scorgere il profilo aristocratico di un piedino emergere da sotto l’orlo della camicia da notte, la curva elegante e bianca subito fagocitata dalla panciuta pantofola invernale. Quando una gamba era accavallata sull’altra, come in quel pomeriggio, la camicia da notte si ritirava fino a scoprire la caviglia e lo stinco, mostrando così in tutta la sua grazia una delle parti più belle del corpo di Holmes.

O quando tale fortuna si estendeva, per malagrazia della sua proprietaria inconsapevole, fino a metà del polpaccio, rivelandone il muscolo forte e ben tornito, allenato dalle lunghe camminate…

Il mio sguardo risalì, di volontà propria, alla magra distesa della sua pancia e a quella, di poco meno asciutta, del seno. Ripensai senza volerci pensare al discorso bizzarro di Holmes il primo mese che ci eravamo conosciute: quanto era fondamentale la mancanza di seno per i suoi travestimenti, aveva detto, e quanto poco avrebbe voluto che il suo petto somigliasse al mio, aveva aggiunto. Le bende avrebbero stretto troppo, aveva spiegato. Avrebbero fatto male, avrebbero lasciato righe rosse sullo sterno e sulla pancia, e comunque non avrebbero potuto nascondere più di tanto gli intendimenti di Madre Natura.

Holmes aveva seni piccoli e magri come una ragazzina, ma tondi e puntuti, fatti per riempire mani di piccola taglia.

Sentii le guance riscaldarsi e distolsi risolutamente lo sguardo. Dovevo smettere di pensare al corpo di Holmes, e sancii la decisione afferrando le due metà del mio taccuino e forzandole al rovescio per vincere l’elasticità della copertina di pelle. Questa, come in segno di protesta, emise un brutto scricchiolio.

Avevo commesso un errore. Holmes dischiuse le palpebre di una fessura e sorrise brevemente, solo l’ombra di un’apparizione, subito mangiata dalla linea sottile e dritta della sua bocca.

“L’ispirazione ti sfugge?” commentò, per quel che ne sapevo senza vedermi, eppure con l’aria di assorbire ogni mia mossa nel grigio perlato che si intravedeva tra le ciglia.

“Credevo che non volessi essere disturbata per altre due pipe,” replicai, ignorando la domanda.

“Non volevo, ma sei una compagna rumorosa.”

“Sono mortificata.”

“Dovresti. Mi fa piacere.”

Quasi scoppiai a ridere all’assurdità di quello scambio, ma quasi; invece trasformai la risata in uno sbuffo e provai del vago risentimento, ineffabile come la prima neve, all’infinita solitudine del mio rimuginare sulle fattezze della mia amica, tremendamente sola com’ero, sola a spiarla quando non poteva mettermi al mio posto con un’occhiata, sola a ripensare alle cose che mi aveva detto per leggervi significati diversi, sola, infine, ad accaldarmi per i pensieri che stavano solo nella mia testa, mentre Holmes continuava, tranquilla e superiore, a dedicarsi ai suoi rebus.

Ma dopotutto, a chi facevo del male? Non era mio diritto richiamare alla mente quante e quali immagini più mi piacessero, quando e quanto a lungo mi piacesse farlo? E perché mai avrei dovuto vergognarmi di ricordare cose che la loro stessa proprietaria mi aveva liberamente offerto alla vista (la cunetta appena accennata tra i seni, il minuscolo neo incisovi al centro, la piana di muscoli sottili e scattanti come quelli d’un uomo), senza curarsi che questo mi potesse scuotere o turbare, e del resto perché mai avrebbe dovuto (il degradare curvo dei fianchi, la peluria scura addensata dalla biancheria nel triangolo più squisito del mondo, disegnato personalmente dalla punta del dito di Dio), ignara che io la guardassi in maniera differente da tutte le altre (le cosce atletiche, contratte), ignara che il mio guardare costituisse pericolo (il sedere, oh Signore, le natiche da baciare e mordere), ignara di che genere di persona dormisse al piano di sopra e mangiasse al suo tavolo e l’avesse toccata e sfiorata più volte di quante si potessero ormai contare, e sempre con quei pensieri osceni nella testa, con quel terribile proliferare di immagini e dettagli e parti del corpo che si rincorrevano e non davano pace dal mattino alla sera, quando il sonno finalmente mi restituiva a me stessa.

L’agendina scricchiolò penosamente tra le mie mani, e mi resi conto che l’avevo ritorta ancora una volta, senza avvedermene, troppo presa dalla follia che si stava consumando nella mia mente.

“Watson,” disse Holmes, con una certa aria di esasperazione controllata. “Non so dirti quanto quel rumore sia irritante quando si cerca di pensare. D’altra parte, non mi aspetto che tu abbia familiarità con la pratica.”

Oh, avessi potuto dirle quanto si sbagliava.

“Holmes,” replicai invece, piccata. “Non so dirti quanto la tua scortesia ti faccia assomigliare a una vecchia zitella. D’altra parte, non mi aspetto che la cosa ti tanga minimamente.”

“Hai proprio ragione,” rispose Holmes, aprendo gli occhi. Si portò l’estremità della lunga pipa di ciliegio alle labbra, quelle belle labbra tremendamente mascoline, cercando di trarne una boccata ma trovandola ormai spenta. Con gesto indolente, rovesciò il fornello su un foglio di carta aperto sul tavolino, lasciando cadere i residui bruciati di tabacco sul mucchietto di loro simili, e allungò la mano sinistra verso la pantofola persiana posata sul bracciolo della poltrona. Mentre riempiva la pipa, alzò gli occhi nella mia direzione.

“Allora,” disse accendendola, le consonanti deformate dal cannello di ciliegio stretto tra i denti. “Dal momento che mi hai distratto, tanto vale che tu me lo dica.”

“Cosa vuoi che ti dica?”

Holmes espirò, stendendo le lunghe gambe sulla testa della pelle d’orso e incrociandole alle caviglie. “Oh, per me non fa differenza. Per quanto la completezza sia sempre preferibile. Comincia da dove ti pare più opportuno, mia cara, e non tralasciare i dettagli. Sai che li adoro.”

Mi sembrò che una delle lunghe mani perfette di Holmes mi avesse attraversato la carne e si fosse stretta a mo’ di artiglio intorno al mio stomaco. Avvertii un fiotto di paura acido come bile e poi, nell’ordine, un brivido e un sentore di nausea. Sentii un’arcata di denti scivolare sull’altra con uno stridio.

“Non capisco,” risposi con tutta la calma di cui ero capace.

Holmes sorrise, inclinando il capo da una parte. Aveva lunghi e meravigliosi capelli neri che detestava perché, a suo dire, troppo scomodi. Li avrebbe voluti portare corti come un ragazzo, e dire a chi glielo chiedeva che usciva da una lunga malattia; ma sarebbero stati improponibili in società, e Mrs. Hudson non l’avrebbe vista di buon occhio. Non potendo tagliarli, li portava arrotolati in uno chignon di fortuna e fissati al centro della nuca con matite o penne o gli altri accorgimenti del caso. Avevo cercato per ore la mia penna preferita, una stilografica che era stata di mio padre, prima di sorprenderne il luccichio tra i capelli di Holmes.

“Vieni qui,” disse ora la mia coinquilina, battendo la mano sul bracciolo della poltrona.

Mi alzai prima di riflettere che avrei dovuto sospettare. La donna con la quale dividevo le stanze a Baker Street era, dopotutto, supremamente intelligente e, quando lo voleva, schietta fino alla crudeltà. Avrebbe potuto farmi a pezzi con uno sguardo e comandare ogni mio desiderio con la punta di un dito. Avrei dovuto diffidare, certamente; sarebbe stata la cosa più giusta da fare. E invece mi alzai e la raggiunsi senza un attimo di esitazione, alzando le gonne con le mani per appoggiarmi al bordo del bracciolo, non proprio seduta, non proprio in piedi.

“È una fortuna che l’ultima pipa non sia più necessaria,” dichiarò Holmes, stendendo il braccio destro alle mie spalle e sfiorandomi nel gesto il fondoschiena.

“Allora perché l’hai accesa?” replicai, rigida.

“Ti dà noia?”

Scossi la testa. Il tabacco di Holmes emanava un odore pungente e denso che si attaccava agli abiti e ai capelli; talvolta dovevo rifare il bagno solo per togliermelo di dosso. Ma non mi ero mai lamentata.

“Ah, Watson, Watson,” mormorò Holmes. Si piegò nella mia direzione, appoggiando la testa sulle mie gambe, un gesto così improvviso e insolito che non ebbi la minima occasione di prevederlo né tantomeno di difendermene. Sentii il calore del suo respiro inabissarsi come un relitto tra le crinoline della mia gonna e affondare come un punteruolo tra le mie cosce, immaginato senza dubbio, ma non per questo meno scioccante.

“Holmes… Sh-Sharlene,” balbettai, il suo nome mai usato che, chissà da dove, mi saliva ora alla bocca e mi inciampava sulla lingua.

“Non dirlo. Lo detesto,” mormorò. “È così lezioso.”

“Non è vero,” replicai d’istinto.

“Jean,” continuò, sollevando il capo per strofinare lentamente il volto contro la mia pancia, come un gatto, come un animale certamente, come una creatura diabolica mandata per perdermi. “Così nitido. Marziale. Una sola sillaba. Senza fronzoli, senza complicazioni. Sarebbe John, non è così? Saresti uno splendido uomo, uno splendido John.”

Il dolore che mi causarono le sue parole mi accecò. Le presi il volto tra le mani, per fermare la sua rapida ascesa oltre la corazza protettiva del bustino, sentendo che ancora un centimetro e sarei stata persa del tutto, non sarei sopravvissuta alla sua bocca tra i miei seni, neppure con centomila stoffe nel mezzo.

“Lo so che sarebbe meglio,” mormorai, sentendomi morire per lo strazio. “Sarebbe tutto a posto, allora.”

“Che sciocca,” disse Holmes, cercando di avvicinarsi, ma trattenuta dalle mie mani. “Che me ne dovrei fare di un uomo? Starebbe a sentirmi, un uomo? Mi accompagnerebbe quando ne avessi bisogno? Per lui sarei mai qualcosa di più di una vacca da monta?”

Trasalii a quell’espressione orribile, e Holmes se ne avvide, perché addolcì subito la piega severa della bocca. “Sei così deliziosamente puritana fuori,” sorrise, “che a un povero consulente investigativo occorrono non meno di cinque mesi per capire quanto bruci dentro. Sei una persona orribile. Dovrei detestarti per quanto mi hai fatto penare.”

“I-io? Te? Io ho fatto penare te?” replicai, lasciandola andare per la sorpresa, prontamente ripagata dalla pressione ardente delle sue labbra sulla mia gola.

“Diventa la mia donna,” disse Holmes, ritraendosi per guardarmi negli occhi. “Tu vuoi un uomo da seguire. Un uomo da proteggere. Un uomo che assorba completamente le tue energie e la tua attenzione. Io posso essere quell’uomo. Non sarò gentile e non ti terrò per mano e non ti dirò che le stelle impallidiscono allo splendore dei tuoi occhi, ma questo posso giurartelo, per me non sarai mai un animale da monta.”

Mi girava la testa; appoggiai le mani sulle sue spalle per mantenere il contatto con la realtà, e le sue salirono subito a cingermi i fianchi, forti e possessive come mani maschili, ma infinitamente più delicate.

“Non voglio un uomo,” replicai, malinterpretando quello che mi aveva detto, credendo di rassicurarla, e invece vidi i suoi occhi velarsi e sentii la sua presa farsi lenta.

“Allora è tutto finito, perché io non posso cambiare. Se questo ti delude…”

“No, no. Ti prego, no,” mi affrettai, rubandole il viso tra le mie mani e baciandola, disperata di perderla, di aver rovinato tutto. “Ti amo, amo il tuo corpo. Tu hai ragione, sono una tale ipocrita…! Non dire che è tutto finito, ti prego, non dire così.”

Holmes mi afferrò le mani, trovò che tremavano e le strinse nelle sue fino a farmi male, finché le ossa sottili delle dita non si accavallarono e il dolore si confuse nel mio cervello alla paura; ma subito vennero lavati via entrambi quando Holmes mi lasciò per sbottonarmi la camicetta e baciarmi tra i seni stretti dal corpetto, sfiorandone il piccolo solco centrale con la punta della lingua.

Holmes si spostò di lato nel sedile troppo largo della poltrona ed io vi cascai dentro sulla stoffa scivolosa delle gonne, tra le sue braccia, nell’odore intossicante di tabacco e del suo corpo. Sentii ancora tabacco amaro con la sua lingua nella mia bocca, e poi mani impazienti mi circondarono per infilarsi sotto la blusa e avere ragione dei lacci del corpetto, tirandoli, forzandoli, cercando di aprirli in ogni maniera. Holmes grugnì un mezzo trionfo nella mia bocca, e la costrizione intorno al petto si rilasciò di schianto, lasciandomi prendere un lungo respiro. Una mano, riemergendo dall’angolo buio tra la mia schiena e il sedile della poltrona, disfece i bottoni sul davanti e tra le due ali di stoffa ripiegò il corpetto domato, lasciando venirne fuori un seno maltrattato dal bustino.

“Mio Dio,” ansimai quando la sua bocca vi si chiuse intorno, quando la superficie ruvida della lingua sfregò crudelmente, più e più volte, contro la punta del capezzolo, e dovetti premermi una mano sulla bocca per non gridare. Combattendo l’affollarsi di colori che mi annebbiava lo sguardo, afferrai un lembo della vestaglia di Holmes e la torsi sopra la sua spalla, godendo del rumore secco dello strappo e poi dello scivolare via della stoffa. Allora, con indosso solo la camicia da notte come mai l’avevo vista, Holmes mi parve tremendamente buffa, e credo che risi, attirandomi il suo sguardo interrogativo.

“Levatela,” comandai, ebbra del potere che mi dava essere voluta da questa creatura tra tutte, della sensazione delle sue dita ruvide che mi stringevano i seni fino a imprimervi scie rossastre. “Levati tutto, resta nuda come quella volta.”

La contemplai, mezza sprofondata nella poltrona, puntando un gomito contro il bracciolo per sollevarmi nella sua direzione. Holmes eseguì senza parlare, senza guardarmi, senza un tremito, bella come la ricordavo senza i molteplici strati che la deturpavano. Tesi le mani per prenderla, stupendomi dei suoi fianchi così sottili, delle sue natiche così magre, più di quanto avessi immaginato. Le baciai la pancia e l’ombelico e Holmes sospirò e dischiuse le gambe, infilandomi le dita nei capelli e tirando via furiosamente tutti i ferretti finché la massa densa e pesante non mi ricadde sulle spalle.

Appoggiai la guancia sul triangolo soffice all’estremità del suo bacino, saggiandone la consistenza morbida e ispida al tempo stesso, ma quando accostai le labbra alla piccola piega della carne tra l’inguine e la coscia, Holmes mi allontanò. Aveva gli occhi aperti, leggermente sgranati, che la luce del sole faceva chiari e opachi, di un grigio quasi perlato.

Mi montò addosso, Holmes, magra e nervosa come un cane da caccia, facendo frusciare i miei abiti di un fruscio straniero, stoffa su pelle, pelle su stoffa. Afferrò una manciata di gonne e la sollevò, puntando il ginocchio al di sotto, e spinse una mano fresca contro l’ennesimo fagotto della mia biancheria, sciogliendo con maestria tutti i nastrini che me la stringevano addosso. Con entrambe le mani sotto la gonna, ora, tirò i mutandoni verso il basso, lasciando questi imprigionati alle caviglie e me nuda fino alle ginocchia, nuda e offerta allo sguardo, coi seni scoperti e una giostra di stoffa intorno alla pancia. Istintivamente portai una mano alla coscia destra, a coprire la cicatrice orrenda della scheggia di granata che aveva compromesso la mia salute per sempre.

Holmes schioccò la lingua contro il palato in un gesto osceno, che mi fece avvampare.

“Jean, Jean,” mormorò, assaltandomi la gola e il viso di baci con una foga che davvero mi riportò alla mente quella di un predatore. “Non immagini neanche lo spettacolo che sei.” Mi scostò la mano e se la portò alla bocca, prima di scomparire con slancio rapidissimo dietro il paravento delle mie gonne. Le accartocciai con la mano per seguire i suoi movimenti, per prepararmi alle sue intenzioni, ma la sua bocca raggiunse la mia più segreta mentre le stoffe mi resistevano e bruscamente sussultai, scontrandomi con lei, con la punta fresca del suo naso.

Le sue mani salirono a dischiudermi le gambe, incastrandone una sul bracciolo e l’altra sulla sua spalla. Così aperta, mi sentii sollevare dal sedile e la mia schiena premette contro l’anima dura della poltrona sotto l’imbottitura.

Mai, nemmeno nelle mie fantasie più ardite, quelle relegate al segreto del mio letto, avevo immaginato che potesse essere così. Avevo desiderato Holmes – Sharlene, nei miei sogni – in ogni maniera, con la fantasia l’avevo piegata a ogni mio volere, a ogni pratica che la memoria e l’immaginazione mi suggerissero, ma se questa non faceva eccezione, d’altra parte non avevo mai osato comporre una scena così profondamente, squisitamente oscena. Con la bocca di Holmes sotto le mie gonne, scene sognate e brandelli di realtà si mischiarono nella mia mente, intrecciandosi alle scariche di piacere denso e liquido che mi bruciavano tra le cosce. La lingua di Sharlene – Holmes – colpì crudelmente una, due, cinque volte prima di scendere a possedermi e farlo ancora, sorda ai guaiti supplichevoli che mi tremavano nella gola senza trovar forza di uscire, arricciando la punta dentro di me per non lasciare un angolo che fosse inviolato. Uno spasmo fece per chiudermi le gambe, un altro subito per riaprirle, ma in nessun caso Holmes mi permise il movimento; avevo le sue dita incise nella fossetta del ginocchio, l’unghia corta del pollice mi scavava la carne sul retro della coscia. La bocca risalì e mi imprigionò tra le labbra, suggendo con un rumore osceno mentre le dita che non erano impegnate a tenermi ferma mi penetravano, due e poi tre, fino a toccarmi l’anima.

Mi abbandonai spenta contro di lei, costringendomi a raccogliere le forze per allontanarla, per allontanare la stimolazione che si era fatta insopportabile. Tremavo tutta, a scatti, il mio corpo tramutato in un’unica fibra nervosa che mi percorreva dalla fronte sudata alle dita arricciate dei piedi. Vidi che avevo bucato una calza con l’alluce, e come sempre dopo il piacere sentii montare un’ondata accecante di vergogna.

Holmes riemerse dal mare di gonne con piglio sicuro, le labbra, il mento, le guance lucide di umori, asciugandosi la bocca brutalmente sul dorso della mano e contemplando quanto vi aveva depositato con curiosità distaccata. Io temetti l’istante in cui i suoi occhi avrebbero incontrato i miei, e forse anche lei doveva ricavarne qualche preoccupazione, perché mi parve ritardarlo fino all’ultimo, impegnandosi prima ad accarezzarmi dolcemente un seno inturgidito e chinandosi a baciare l’altro. Poi, quando il silenzio si era fatto gelato intorno a noi, alzò lo sguardo piano piano, con timidezza insolita.

Oh, era così bella, così scandalosa, così bella. Perché voleva me, che non ero niente?

“Vorrei portarti a letto in braccio,” mormorò, baciandomi con reverenza le vene del polso. “Ma devi collaborare, temo.” Lo disse con aria di rimpianto, con l’aria di odiarsi per la sua debolezza. “Questa poltrona ha fatto un fosso di trenta centimetri.”

Allora, per la prima volta, la vidi fragile, la vidi vulnerabile, e mi sentii annegare in un mare di dolcezza. Le accarezzai la guancia umida e la bocca piegata in una smorfia amara, cercando di cancellargliela con il pollice e non riuscendovi.

“Saresti un uomo magnifico,” bisbigliai. “Ma non così bello. Ti offendi se te lo dico? Io sarei tua comunque, lo so, lo sento.”

“Che sciocca,” borbottò nella mia mano, la voce che si spezzava un attimo e subito si ricomponeva. “Sei una sciocca romantica con la testa piena di fantasie, Jean Watson. Non so proprio perché ti sopporto.”

“Io lo so. Ti amo,” implorai.

“Lo so che mi ami. Sei una sciocca, te l’ho detto.”

“Se non mi ami non devi ingannarmi. Non me lo merito.”

Alzò il capo. “Non ti ho mai ingannato.”

“E allora dimmelo. Solo per questa volta.”

“Mio Dio, ti hanno cresciuto così male? Se potessi tornare indietro me ne starei già pentendo.”

Le appoggiai una mano sulla nuca, torcendole i capelli, tirandola a me per baciarla. “Ma non puoi, non puoi, lo sapevo, avevo ragione,” mormorai, delirante di felicità. “Baciami. Se sei il mio uomo, dimmi che mi ami e baciami.”

“Che sciocca, che stupida,” disse invece, ma – questo sì – mi baciò ardentemente. “Non te lo dirò mai. Adesso fatti portare a letto e scopare come una brava moglie. Sembri una puttana,” mormorò con voce tenera, passandomi le dita in una carezza sulle ginocchia aperte, sulle spalle nude, sulle guance in fiamme.

Non so davvero come acconsentii a farmi spogliare del tutto e poi portare in braccio, nuda come il Signore mi aveva fatta, su per la scaletta privata che conduceva alla mia camera da letto. Holmes mi depositò sul letto con l’infinita cura di uno sposo e serrò la porta con naturalezza, appoggiandovi contro la schiena.

“Come ti chiameresti?” le domandai dal letto, asciugando un rivoletto vischioso all’interno della coscia. I suoi occhi seguirono il movimento senza staccarsi un istante. “Da uomo. So che ci hai pensato.”

Sharlene si portò un dito alla bocca, accarezzandosi distrattamente le labbra. “Sarebbe un nome brutto, ma non brutto come il mio, che sa di pizzi e meringhe. No, sarebbe sempre brutto, ma non mellifluo. Sarebbe duro come uno schiocco e farebbe pensare a un uomo tutto ossa e muscoli, troppo alto, troppo magro, con un brutto naso.”

“Il tuo naso è bello e ti dona tremendamente,” interloquii, ma mi ignorò.

“Sherlock. Orribile, non è vero? Sembra lo strozzino ebreo di Shakespeare.”

“Sherlock,” ripetei. Lo trovai brutto, brutto proprio come lei aveva inteso, e proprio nel modo in cui lei l’aveva pensato, ma trovai anche che, come il suo naso, le donasse terribilmente. Socchiusi le palpebre, immaginandola un uomo di nome Sherlock, e la vividezza dell’immagine mi colpì.

“Sherlock,” dissi ancora. “E tu mi vorresti comunque, mi scoperesti”, sì, dissi proprio così, scoperesti, “se fossi un uomo e non una donna?”

Holmes abbandonò la porta, avanzando lentamente nella mia direzione. Tenni gli occhi socchiusi e vidi un ventre maschile, un torace piatto, fianchi scolpiti nella roccia. “Sì,” rispose con voce profonda, una singola sillaba strozzata.

“Sarei un veterano e un dottore,” mormorai, prendendo la sua mano per portarmela al seno. “Stupido come tutti gli uomini, ma mi prenderei cento pallottole nel cuore per te.”

“Oh, mio Dio, che cosa mi sono messa nel letto,” ansimò Holmes, montandomi sopra. “Che cosa oscena e perversa sei, Jean Watson.”

“È il mio letto,” trovai ancora da replicare, suscitando la sua vendetta in forma di un morso leggero e doloroso alla spalla. “Potrei scrivere di noi,” aggiunsi, lo sguardo al soffitto, passandole le mani possessivamente sulla schiena. “Sono brava. Potrei scrivere di Sherlock Holmes, l’uomo migliore e più saggio e col peggior carattere del mondo, e di John Watson che si farebbe ammazzare per lui.”

“Solo una donnina stupida e melensa come te potrebbe scrivere una porcheria del genere,” borbottò Holmes. “Ora taci, vuoi? Non posso darti quel che ti meriti se stai sempre a parlare.”

Obbedii, perché come John Watson anch’io non chiedevo di meglio che d’essere comandata e posseduta dal mio uomo. Non le dissi, perciò, che per quanto mascolina fosse la sua mascella, per quanto viva e meravigliosa la visione di lei come uomo, ciò che annientava i miei sensi erano il suo profumo di donna, la combinazione perfetta di spigoloso e morbido di tutti i suoi angoli, le note più acute e vibranti della sua voce. Se fosse stata un uomo, ne sono certa, avrei trovato altri elementi cui sacrificare la ragione, ma così non era, e non me ne lamentavo.

Con questi pensieri in mente, abbracciai la mia sposa e la baciai per un tempo infinito, finché le mie orecchie non si ovattarono e presero a vibrare di un tintinnio leggero.

Link | Leave a comment | Share

Comments {40}

(no subject)

from: ex_naripolp
date: Dec. 22nd, 2010 04:40 pm (UTC)
Link

Ma se sono belle. *ama da morire* Scrivi tutto quello che puoi perché così io sarò felice ;_; (Fiore: "mai sentito sticazzi?"=
No seriamente, è stupenda. Mi piace un sacco come hai definito entrambe, Sharlene sembra (è?) così stronza. E Jean è... totalmente l'opposto /O\ <3 E dio ci salvi dal p- no, dio ci lasci qua dove siamo, che stiamo bene.*ama

Reply | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 23rd, 2010 10:07 pm (UTC)
Link

Ho intenzione di scrivere tutto quello che posso, php, utonza, ispirazione e lavoro-che-mi-insegue-anche-a-casa permettendo.

Sharlene è un pezzo di cioccolato fondente 90%, Jean un nocciolato tenero con pezzettini di cacao che ogni tanto si incastrano tra i molari.

Grazie! ♥

Reply | Parent | Thread

hikaruryu

(no subject)

from: hikaruryu
date: Dec. 22nd, 2010 04:40 pm (UTC)
Link

*_____________*
Amo te, il p0rn fest e il fem-slash ben scritto!
In questo momento credo di amare perfino l'emicrania che mia spacca una tempia! XD
Oddio, immaginavo che Jane avrebbe scritto di lei e Sharlene in versione maschile XDDD E Sharlene ha ragione: Jane è proprio una perversa donnina vittoriana, tutta apparenza, crinoline e pudicizia, ma sotto sotto brucia come l'inferno al girone sodomiti \o/
Holmes è descritta esattamente come il tipo di donna che mi manda in pappa il cervello, quindi - in effetti - non me la sento di biasimare più di tanto la nostra Watson. E quella povera agendina torturata! Che brutta fine XD
Mi hai fatto venire voglia di vedere Sharlene Holmes travestita da uomo per una delle sue indagini, sai? Sarebbe davvero sexy! Già così è favolosamente rude e dominante *___*
Probabilmente quanto scritto qui sopra è delirio ed incoerenza allo stato puro, ma scordati che lo rilegga, perchè ci vorrebbe una lente d'ingrandimento. Il tuo layout si sta fottendo le ultime diotrie rimastemi e avrai i miei occhi sulla coscienza, sappilo ù__ù
Amoti <3

Reply | Thread

(no subject)

from: _izu_
date: Dec. 22nd, 2010 07:11 pm (UTC)
Link

(Mi hai fatto venire voglia di vedere Sharlene Holmes travestita da uomo per una delle sue indagini, sai?. Giusto per fartelo sapere: temo che la disegnerò. Dico Sharlene. Questa, non le tante altre che tanto avrai letto sicuro-sicuro pure tu. Ma probabilmente in vestaglia. Perchè sì.)

Reply | Parent | Thread

hikaruryu

(no subject)

from: hikaruryu
date: Dec. 22nd, 2010 07:15 pm (UTC)
Link

(Hai ragione, ho letto di altre fem!Holmes, ma - senza togliere nulla alle altre autrici - come fiorediloto non c'è nessuno e tu disegni magnificamente, quindi... AWWW *__* non vedo l'ora di scoprire cosa combinerai!)

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 22nd, 2010 07:48 pm (UTC)
Link

Io c'ho il superpotere, tutto ciò che tocco diventa p0rn.

Reply | Parent | Thread

hikaruryu

(no subject)

from: hikaruryu
date: Dec. 22nd, 2010 07:53 pm (UTC)
Link

LOL. Sì, ma soprattutto hai il superpotere di far evaporare il cervello dei lettori con quattro parole in croce XD

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 22nd, 2010 07:47 pm (UTC)
Link

Lo fai? Lo fai? Tipregotipregofallo *_____*

Reply | Parent | Thread

_izu_

(no subject)

from: _izu_
date: Dec. 22nd, 2010 08:07 pm (UTC)
Link

*pettina Coda* Uh? Chi, io? Oh, perchè dovrei. *si lima le unghiette* Voglio dire, chi me lo fa fare...*le piace farsi pregare*

Reply | Parent | Thread

emme

(no subject)

from: s0emme0s
date: Dec. 22nd, 2010 11:13 pm (UTC)
Link

IO TI STO PREGANDO. SAPPILO.

Reply | Parent | Thread

(no subject)

from: _izu_
date: Dec. 22nd, 2010 11:17 pm (UTC)
Link

No, dico, e se facessi schifo a disegnare? MMMMHNH? Come la mettiamo? Povera Sharlene, sexy come un calzino attorno a una pera!

Reply | Parent | Thread

emme

(no subject)

from: s0emme0s
date: Dec. 22nd, 2010 11:19 pm (UTC)
Link

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
*respira*
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Aspetta... era una battuta vero?

Reply | Parent | Thread

(no subject)

from: _izu_
date: Dec. 22nd, 2010 11:25 pm (UTC)
Link

°_°

Penso che la pera non l'abbia presa bene. Il canzino, anche lui, avrebbe qualcosa da ridire.

Reply | Parent | Thread

emme

(no subject)

from: s0emme0s
date: Dec. 23rd, 2010 10:29 am (UTC)
Link

nono... la mia risata era rivolta alla tua espressione (cito testualmente) --> e se facessi schifo a disegnare?.
Il calzino e la pera hanno il mio massimo rispetto. ^^

Reply | Parent | Thread

hikaruryu

(no subject)

from: hikaruryu
date: Dec. 23rd, 2010 07:43 am (UTC)
Link

*Sfodera frusta* Allora, la smettiamo di dire cazzate? *Donna poco incline a pregare, vista l'anima da Mangiamorte*
Non puoi farmela annusare e poi tirarti indietro, quindi... DISEGNA! è_é

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 23rd, 2010 10:10 pm (UTC)
Link

Trovo calzini e pere molto sexy indeed.

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 23rd, 2010 01:05 am (UTC)
Link

... *tira Coda*

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 23rd, 2010 10:09 pm (UTC)
Link

Ma perché tutti amate Sharlene? Io vorrei prenderla a sprangate nelle gengive ogni volta che apre bocca XDDDD

Reply | Parent | Thread

hikaruryu

(no subject)

from: hikaruryu
date: Dec. 24th, 2010 12:30 am (UTC)
Link

Perchè è seCSy, e stronza XD Gli stronzi accendono sempre il sangue ù_ù
E poi la vediamo attraverso gli occhi di Jane, che è cotta come le crosticine nere sul pane abrustolito.

Reply | Parent | Thread

Sky

(no subject)

from: skyearth85
date: Dec. 22nd, 2010 04:55 pm (UTC)
Link

wow. normalmente non leggo femslash, tuttavia mi hai troppo incuriosito e, be' questa è la prova che l'amore (o è il p0rn? XD) se scritto con passione è sempre divino.

Edited at 2010-12-22 04:55 pm (UTC)

Reply | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 22nd, 2010 07:48 pm (UTC)
Link

Okay, lo ammetto, la passione è l'unica cosa che non è proprio mancata XDDD

Reply | Parent | Thread

SK

(no subject)

from: sarabakanashimi
date: Dec. 22nd, 2010 07:13 pm (UTC)
Link

;_____________; STO MORENDO

Reply | Thread

SK

(no subject)

from: sarabakanashimi
date: Dec. 22nd, 2010 07:14 pm (UTC)
Link

;___; dov'è la mia Holmes? DOVE? DOV'E'?

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 22nd, 2010 07:50 pm (UTC)
Link

Sono io! *si lancia*

Reply | Parent | Thread

SK

(no subject)

from: sarabakanashimi
date: Dec. 22nd, 2010 08:30 pm (UTC)
Link

*___* diventa il mio uomo! la mia donna! la mia... maour? Così facciamo tante piccole Brandi Fiffine e conquistiamo il mondo!

Reply | Parent | Thread

(no subject)

from: _izu_
date: Dec. 22nd, 2010 07:18 pm (UTC)
Link

...ero convintissima di stare per leggere su Sherlock. Poi ho visto che eri tu. Naah, troppo moderni.

Uhu, Sharlene non l'avevo ancora letto <3 Sa davvero pesantemente di meringhe, ma le dona perchè fa contrasto. Sono interessanti le persone che portano nomi che non sembrano appartenere loro.

Io orgasmizzo ogni volta che leggo qualcosa d tuo. Quindi ne deduco che se mai scrivessi, per dire, i componenti di un birra, finirei per berla. E a me la birra fa schifo, ma tanto. Ora fammi ricordare perchè ti stavo dic-ah, sì. Dicevo. Ah, no, stavo per dirti per l'ennesima volta che tiamoeadoroeaspettoconansiaognituacomparsata.

Oh, ma Watson è sempre un/un'incantevole pippaiola mentale, eh, non si scappa. C'avrà le zinne invece che i baffi, ma non si passa ai fatti se quello/a col nome brutto non si applica un attimo.

Reply | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 22nd, 2010 07:46 pm (UTC)
Link

Naah, troppo moderni.

Cos'è, una sfida?



(E per il resto, ♥ ♥ hearts;)

Reply | Parent | Thread

_izu_

(no subject)

from: _izu_
date: Dec. 22nd, 2010 08:06 pm (UTC)
Link

No che non è-ASPETTA, SI'. SI' SI' SI'. AHAHAH, E' UNA SFIDA! Sono certissima che tu non potresti MAAAAI scrivere di Sherlock! Figurarsi, niente pipa, occhi azzurri/verdastri, merda come pochi, l'altro là non ha manco i baffi. Sciocchezze che non potresti mai riuscire a trattare.

*slaaaaap*

Reply | Parent | Thread

La Madame

(no subject)

from: m_bfly
date: Dec. 30th, 2010 05:40 pm (UTC)
Link

Darei un braccio perché tu la prenda come una sfida, sappilo. *_*

Edited at 2010-12-30 05:40 pm (UTC)

Reply | Parent | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 30th, 2010 06:21 pm (UTC)
Link

Ci sto lavorando, datemi tempo XD

Reply | Parent | Thread

Juuhachi Go

(no subject)

from: juuhachi_go
date: Dec. 22nd, 2010 08:10 pm (UTC)
Link

Sono così belle, witty, oscene, ruvide e sessualmente confuse che io potrei sposarti per tutta questa bellezza *_*/

Reply | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 23rd, 2010 10:12 pm (UTC)
Link

♥ ("sessualmente confuse" è la mia parte preferita della definizione XDDD)

Reply | Parent | Thread

R

(no subject)

from: gondolin_maid
date: Aug. 14th, 2011 07:03 pm (UTC)
Link

A proposito di "sessualmente confuse", stamattina ho letto Il puro e l'impuro di Colette e per tutta la seconda metà del libro ho pensato intensamente alle tue Holmes e Watson ♥

Reply | Parent | Thread

emme

(no subject)

from: s0emme0s
date: Dec. 22nd, 2010 11:18 pm (UTC)
Link

OK. oramai sono convinta che di tuo potrei anche leggere l'elenco dei regali di natale che devi fare ai nonni.
Morire di gioia comunque.
Il femslash non è di mio gradimento... forse perchè non mi dice nulla.
E allora mi sto disperatamente chiedendo come fai a pitturare d'oro e d'argento ogni cosa che scrivi.
Se è un segreto posso capirlo.. ma cerca di comprendere anche noi comuni mortali... un po' di talento ci farebbe comodo quaggiù.
(sì, sto sviolinando)
Un bacio grande condito di applausi di sottofondo.

Reply | Thread

Fiorediloto

(no subject)

from: fiorediloto
date: Dec. 23rd, 2010 10:14 pm (UTC)
Link

(Okay, se cominceranno a scomparirmi post-it e note della spesa saprò dove guardare XDD)

Neanche a me piace molto il femslash, ma queste due un po' mi hanno preso - e poi è il p0rn fest, suvvia, se non le faccio qui ste cose non le farò mai. Mi fa piacere che questa rilettura dei nostri ragazzi ti sia piaciuta, ho una mezza idea di approfondire il tema del travestimento... ;)

Reply | Parent | Thread

emme

(no subject)

from: s0emme0s
date: Dec. 23rd, 2010 11:42 pm (UTC)
Link

Sappi che sto ballettando silenziosamente sul letto dalla gioia...! XDDD

Reply | Parent | Thread

tulipenoir

(no subject)

from: tulipenoir
date: Dec. 26th, 2010 06:53 pm (UTC)
Link

Mi unisco al club di quelle che vorrebbero avere una Sharlene nel letto sposare Sharlene.

Fiore, tu dovresti fare la fine di Alfieri. Legato al tavolo a scrivere, con non più di mezz'ora di libertà al giorno. ♥

Reply | Thread

R

(no subject)

from: gondolin_maid
date: May. 10th, 2011 07:29 pm (UTC)
Link

Io posso fornire un tavolo e un computer. Se tu porti le corde possiamo farlo. *serissima*

Reply | Parent | Thread

La Madame

(no subject)

from: m_bfly
date: Dec. 30th, 2010 05:38 pm (UTC)
Link

Io di solito le evito le fanfic con i personaggi maschili che per l'occasione cambiano sesso ma ho letto il tuo nickname e, be', è made in Fiore, mica si può non leggere.
(Apro parentesi. Ma a quanto pare mi sento in diritto di non commentare visto che mi sono divorata ogni tuo lavoro sul fandom holmesiano e non ti ho scritto mezza riga una sola volta. Sì, mi faccio tantissimo schifo, non mi guardare così :/ Rimedierò - spero - in questa settimana di ferie che miracolosamente sono riuscita ad agguantare. Chiudo parentesi.)
Mi è molto piaciuta *ç* Il p0rn scritto da te è sempre molto hot e sei riuscita a farmi piacere queste due donne nonostante non sia una grande appassionata di femslash.
Mi aggrego alle fans di Sharlene ♥ Che poi sentire frasi decisamente holmesiane in bocca ad una donna è uno spettacolo :D

Reply | Thread

R

(no subject)

from: gondolin_maid
date: May. 10th, 2011 07:27 pm (UTC)
Link

In versione femminile sono spaventosamente belle, e caratterialmente sono loro, ma diverse, ma IC siamo diversi, ma uguali, uguali ma diversi (perché finisco sempre per citare Moretti anche se lo odio?)
Solo che non riuscivo a visualizzarmele fisicamente quindi per colpa tua ho disegnato di nuovo dopo un anno, e perso il resto del pomeriggio su deviantART deprimendomi per la mia incapacità e rifacendomi gli occhi con fem!Holmes e fem!Watson in ogni salsa. La tua depravazione non ha limiti, eh? XD

Non sarò gentile e non ti terrò per mano e non ti dirò che le stelle impallidiscono allo splendore dei tuoi occhi, ma questo posso giurartelo, per me non sarai mai un animale da monta.
Senti, ma ti pare? Adesso mi trasformo in una Mary Sue e ti rapisco Sharlene!

“Mio Dio, ti hanno cresciuto così male? Se potessi tornare indietro me ne starei già pentendo.”
Sssssì, è puritana fuori e puttana dentro, ovvio che è stata cresciuta malissimo. Cielo, Holmes è così palesemente innamorata sotto quella crostaccia dura e stronza che mi fa quasi ridere.

“Baciami. Se sei il mio uomo, dimmi che mi ami e baciami.”
Via col ventooooo!
Vai, Jean, pretendi ciò che ti spetta! Tira fuori le palle!

[...] Adesso fatti portare a letto e scopare come una brava moglie. Sembri una puttana,”
L'intrinseca oscenità di Holmes, in questa come in altre frasi, mi ha provocato seri scompensi. Sto spaventosamente bene male.

“Sarei un veterano e un dottore,” mormorai, prendendo la sua mano per portarmela al seno. “Stupido come tutti gli uomini, ma mi prenderei cento pallottole nel cuore per te.”
çOç (non puoi pretendere che dopo una tua fic io mi esprima più che a faccine. Questi momenti mi annientano, semplicemente)

“Solo una donnina stupida e melensa come te potrebbe scrivere una porcheria del genere,”
XDDDD Sir Doyle ti odia perché hai scoperto la sua identità segreta

Senti, btw, come mai scrivi così bene? *una domanda che si pone da quando è nel fandom* Dici che vendere l'anima al diavolo potrebbe portarmi anche solo metà dal tuo vittorianissimo talento (no, davvero, non solo scrivi bene, ma scrivi in un modo che non sembra provenire dal ventunesimo secolo... ma non è nemmeno stucchevolmente ottocentesco)

Reply | Thread